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DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE ON LINE

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Chi e' obbligato a presentare la dichiarazione di successione?

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

- gli eredi, i chiamati all'eredita' e i legatari (purche' non vi abbiano espressamente rinunciato o - non essendo nel possesso dei beni ereditari - chiedono la nomina di un curatore dell' eredita', prima del termine previsto per la presentazione della dichiarazione di successione) o i loro rappresentanti legali
- i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari
- gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
- gli amministratori dell' eredita'
- i curatori delle eredita' giacenti
- gli esecutori testamentari
- i trustee.

Se piu' persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione e' sufficiente presentarne una sola.


Chi e' esonerato a presentare la dichiarazione di successione?

Non c'e' obbligo di dichiarazione se l'eredita' e' devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Queste condizioni possono venire a mancare per effetto di sopravvenienze ereditarie.


Entro quanto tempo deve essere presentata la dichiarzione di successione?

La dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data del decesso, che coincide con l'apertura della successione.


Come e dove si presenta la dichiarazione di successione?

Dal 1 Gennaio 2019, la dichiarazione di successione deve essere predisposta con l'ausilio dei software messi a disposizione dell'Agenzia delle Entrate e presentata attraverso l'interfaccia del servizio "ENTRATEL". L'accesso a tale servizio e' riservato al cittadino e agli intermediari abilitati come i CAF, oppure professionisti come Geometri, Architetti, Ingegneri, Commercialisti, Notai, etc.. L'Ufficio preposto a ricevere la dichiarazione, e' quello relativo all'ultima residenza del defunto. Se il defunto risiedeva all' estero ma in precedenza aveva risieduto in Italia, la dichiarazione di successione deve essere presentata all'ufficio dell' Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l' ultima residenza italiana. Se quest' ultima non e' conosciuta, la dichiarazione va presentata presso la Direzione Provinciale II di ROMA - Ufficio Territoriale ROMA 6 - EUR TORRINO, in Via Canton 20 - CAP 00144 Roma.
Con la presentazione della dichiarazione, e' possibile anche effettuare le volture catastali di fabbricati e terreni che avverranno in modo automatico, salvo diversa opzione del contribuente. Cio' non e' possibile, tuttavia, nel caso di immobili ricadenti nei territori ove vige il "Sistema Tavolare", per quelli gravati da "oneri reali" e nei casi di eredita' giacente oppure eredita' amministrata e di trust. In questi ultimi casi dal momento della registrazione della dichiarazione decorrono 30 giorni per presentare la domanda di voltura degli immobili.

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Quali documenti servono per la successione?

Con la dichiarazione di successione deve essere obbligatoriamente indicato l'albero genealogico, dal quale risulti il nome, cognome, luogo e data di nascita del coniuge e dei soggetti beneficiari legati al defunto da vincoli di parentela. Inoltre, per predisporre in modo corretto la dichiarazione di successione, e' necessari acquisire i seguenti documenti o informazioni:

- dichiarazione sostitutiva del certificato di morte (scaricabile da qui)
- autocertificazione stato di famiglia e residenza del DE CUIUS alla data del decesso (scaricabile da qui)
- autocertificazione stato di famiglia degli eredi (scaricabile da qui)ito notarile.

In ordine di importanza, poi, ove ne ricorrano le condizioni devono essere presentati i seguenti documenti (casi piu' complessi):


- Copia del documento d'identita' e del codice fiscale (o tessera sanitaria) degli eredi e del DE CUIUS
- visure catastali degli immobili
- certificatO di destinazione urbanistica dei terreni qualora risultino edificabili
- nel caso vi siano conti correnti, libretti di risparmio, titoli, etc. e' necessario farsi rilasciare dall'istituto di credito opportuna documentazione comprovante la situazione economica alla data della morte
- certificati di destinazione urbanistica quando in successione ricadono dei terreni edificabili
- nel caso vi siano eredi che vogliono usufruire dell'agevolazione fiscale prevista per la prima casa, dovra' compilare la richiesta (scaricabile da qui)
- nel caso vi siano eredi che rinuncia all'eredita' occorre produrre copia del verbaleredatto dal notaio o presso la Cancelleria del Tribunale competente.
- in caso di successione testamentaria, la copia degli atti di ultima volonta' del defunto, nonche' la copia del verbale di pubblicazione del testamento, ove e' regolata la successione;

Occorre inoltre sapere se il DE CUIUS era in comunione legale dei beni o in separazione con il coniuge al fine di determinare se i beni (fabbricati e terreni) caduti in successione acquistati dopo il 1975 possano essere in comproprieta' col medesimo; salvo rinuncia espressa, in caso di comunione, nel rog
- dei documenti di prova delle passivita';
- autentica del documento, con data anteriore all'apertura della successione, comprovante i debiti del defunto preesistenti, ovvero del provvedimento giurisdizionale definitivo: se il debito non e' certificato dai suddetti documenti, deve risultare da attestazione redatta sul modello conforme "dichiarazione di sussistenza di debito"presente sul sito dell'Agenzia delle entrate, sottoscritto da uno dei soggetti obbligati alla dichiarazione di successione, nonche' dai creditori del defunto (tranne che per i debiti verso i dipendenti);
- i documenti di prova delle deduzioni, riduzioni e detrazioni di cui si intende fruire;
- la copia dell'ultimo bilancio o inventario, ovvero prospetto attestante attivita' e passivita' dell'azienda dal quale risulti il patrimonio netto alla data di apertura della successione;
- copie degli inventari richiesti dalla legge (ad esempio il verbale di apertura della cassetta di sicurezza redatto dal notaio o da un funzionario dell'Agenzia delle entrate);
- i certificati di morte di soggetti deceduti all'estero, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che gli stessi costituiscono copie degli originali;
- i certificati relativi a navi e aeromobili posseduti all'estero, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che gli stessi costituiscono copie degli originali;
- copia del documento d'identita' di chi sottoscrive le dichiarazioni sostitutive di atto notorio da allegare alla dichiarazione di successione (qualora rese dai beneficiari diversi dal dichiarante);
- nel caso di documenti redatti in lingua straniera, traduzione in italiano da un perito iscritto presso il tribunale ed asseverata con giuramento, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che la stessa costituisce copia dell'originale. (Gli atti redatti nella lingua straniera vigente nei territori in cui per legge e' riconosciuto il "bilinguismo"non hanno bisogno di essere tradotti se presentati agli uffici territoriali di competenza che fanno parte dei suddetti territori, ad esempio nella provincia di Bolzano.


Quali beni fanno parte dell'attivo ereditario


La dichiarazione di successione ricomprende tutti i beni e i diritti di cui il defunto era titolare in vita che corrispondono al suo patrimonio, anche conosciuto tecnicamente come "attivo ereditario" dal quale sara' possibile dedurre anche i debiti (c.d. passivo ereditario). Tra i beni e diritti vi rientrano:


- beni immobili e quindi fabbricati e terreni (agricoli ed edificabili),
- beni mobili e titoli al portatore posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome;
- denaro, gioielli, preziosi e mobilia (tra cui quadri ed opere d' arte): si presumono compresi nell' attivo ereditario per un importo pari al 10% del valore globale netto imponibile dell' asse ereditario anche se non dichiarati o dichiarati in misura inferiore, salvo che da un inventario analitico
- conti correnti o rendite di qualsiasi tipo, pensioni e crediti (tra cui anche rimborsi fiscali): tra questi rientra il diritto alla liquidazione delle quote di societa' semplici, in nome collettivo (Snc) e in accomandita semplice (Sas); il valore e' determinato in base al valore, alla data dell' apertura della successione, del patrimonio netto della societa', risultante dall' ultimo inventario regolarmente redatto ovvero in mancanza di questo, dal valore complessivo dei beni e diritti appartenenti alla societa' al netto delle passivita';
- aziende (agricoli e commerciali), quote sociali, azioni o obbligazioni;
- navi, imbarcazioni e aeromobili che non fanno parte di aziende.

L' imposta di successione e' dovuta per i beni e diritti, anche se esistenti all'estero, nel caso in cui alla data di apertura della successione la persona deceduta era residente in Italia. In caso contrario, l'imposta e' comunque dovuta limitatamente ai beni e diritti esistenti in Italia.



Passivita' deducibili


Dall' ammontare del valore dei beni ereditati sono deducibili (per il calcolo dell'imposta di successione) determinate passivita':

- debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione, purche' risultino da atto scritto avente data certa anteriore all'apertura della successione o da provvedimento giurisdizionale definitivo.
- spese mediche e chirurgiche relative al defunto negli ultimi sei mesi di vita sostenute dagli eredi, comprese quelle per ricoveri, medicinali e protesi, a condizione che risultino da regolari quietanze;
- spese funerarie risultanti da regolari quietanze.

Tra le passivita' riconosciute, in generale, vi rientrano:

- mutui (contratti per l'acquisto di immobili compresi nell'attivo ereditario),
- debiti verso banche spesso rappresentati dai saldi passivi su conti correnti,
- debiti inerenti l'esercizio di imprese (tali debiti sono deducibili se risultano dalle scritture contabili obbligatorie del defunto regolarmente tenute a norma di legge. Se il defunto non era obbligato alla tenuta delle scritture contabili, sono deducibili quelle somme che risultano nelle scritture contabili dei creditori),
- debiti cambiari
- debiti verso lo Stato, enti pubblici territoriali ed enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale. Tali debiti sono deducibili qualora il presupposto da cui essi sono derivati si sia verificato anteriormente alla data di apertura della successione.
- debiti per rapporto di lavoro subordinato (TFR, trattamenti previdenziali integrativi). I debiti derivanti da rapporti di lavoro subordinato, compresi quelli relativi al trattamento di fine rapporto ed ai trattamenti previdenziali integrativi sono deducibili anche se il rapporto continua con gli eredi o i legatari.
- debiti tributari,
- somme dovute al coniuge divorziato, a seguito di sentenza di scioglimento di matrimonio o di cessazione di effetti civili dello stesso (o in caso di sentenza di separazione, passata in giudicato, per colpa del coniuge superstite o di entrambi).
- legato o altro onere che grava su una quota ereditaria o sul legato stesso.


Chi e' tenuto al pagamento della successione?

L'obbligo di presentare la dichiarazione di successione grava, di regola, sugli eredi e sui legatari (vi sono poi casi specifici nei quali l'obbligo grava su altri soggetti, come il curatore dell'eredita' giacente o l'esecutore testamentario). Ma anche i semplici "chiamati all'eredita'" (vale a dire coloro che possono divenire eredi se accettano l'eredita') sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione.
Tuttavia, i "chiamati", a differenza degli eredi, rispondono solidalmente dell'imposta di successione nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti; mentre gli eredi sono obbligati solidalmente al pagamento dell'imposta nell'ammontare complessivamente dovuto da loro e dai legatari. Quanto ai legatari, essi sono obbligati al pagamento dell'imposta relativa ai rispettivi legati.
Se piu' soggetti sono obbligati alla presentazione della dichiarazione in relazione alla medesima successione, e' sufficiente che la presenti uno solo di essi.
Gli eredi e i chiamati all'eredita', che non hanno ancora accettato ma che sono in possesso di beni ereditari, rispondono solidalmente delle somme dovute (da loro e dai legatari). Il coerede che ha accettato l'eredita' con beneficio d'inventario e' obbligato solidalmente al pagamento nel limite del valore della propria quota ereditaria. I legatari sono, invece, obbligati solo al pagamento delle somme relative al loro legato. Ciò significa che il Fisco puo' agire per la riscossione dell'intero anche nei confronti di un erede soltanto il quale successivamente potrà rivalersi sugli altri in proporzione alle loro quote di eredita'.



Imposte da pagare sugli immobili: Imposta ipotecaria e catastale


Se l'attivo ereditario comprende terreni o fabbricati, in relazione agli immobili e ai diritti reali immobiliari indicati nella dichiarazione di successione occorre pagare (calcolando e versando i relativi importi):
l'imposta ipotecaria: dovuta per le formalita' di trascrizione presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate - Territorio con un importo che si ottiene applicando al valore delle quote degli immobili (calcolato secondo il valore catastale) l'aliquota del 2%;
l'imposta catastale: e' dovuta per un importo che si ottiene applicando al valore delle quote degli immobili (calcolato secondo il valore catastale) l'aliquota del 1%.

Le imposte ipotecarie e catastali, salvo eccezioni, sono dovute in misura proporzionale (rispettivamente 2% e 1%) al valore dell'immobile o dei diritti reali sugli stessi ed e' nella prassi l'imposta che viene generalmente pagata da tutti, non essendo previste particolari esenzioni, salvo il caso piu' frequente della c.d. "prima casa". Le agevolazioni previste per l'imposta ipotecaria si estendono generalmente anche all'imposta catastale. Sono sempre esclusi dall'imposta ipotecaria e catastale gli immobili esteri.
Esistono diverse agevolazioni (oltre al caso di immobili e pertinenze "prima casa") che prevedono riduzioni o applicazione dell'imposta in misura fissa. Per le successioni aperte dal 1.01.2014 l'imposta ipotecaria e catastale in misura fissa e' pari a 200 euro ciascuna.
Per i beni dell'azienda agricola (anche se condotta in forma di societa' di persone) oggetto di successione tra ascendenti e discendenti entro il terzo grado (a condizione che i beneficiari siano in possesso di particolari requisiti soggettivi e si obblighino a coltivare o condurre direttamente i fondi rustici per almeno sei anni) l'agevolazione comporta il versamento dell'imposta ipotecaria in misura fissa e l'esenzione dalla imposta catastale e di bollo.
l'imposta di bollo: e' dovuta nella misura di euro 85,00 in relazione agli immobili compresi nelle "conservatorie" ovvero circoscrizioni o sezioni staccate dei competenti uffici dell'Agenzia delle entrate.
la tassa ipotecaria: e' dovuta per la trascrizione e voltura presso competenti uffici dell'Agenzia delle entrate nella misura di euro 90,00 per ciascuna "conservatoria" nella quale sono presenti gli immobili oggetto di successione (di cui euro 35 per la trascrizione ed euro 55 per le volture catastali).
i tributi speciali per le formalita' ipotecarie;
Per la determinazione dei tributi speciali dovuti in relazione agli adempimenti connessi alla presenza di immobili e diritti reali immobiliari indicati nella dichiarazione di successione, si fa riferimento alla Tabella A, Titolo II prevista da una particolare norma. In particolare, sulla base di quanto previsto ai numeri d'ordine 1, 2 e 4 dalla citata tabella, gli importi dei tributi speciali sono cosi' determinati:
(n. d'ordine 1) euro 7,44 per diritto di ricerca;
(n. d'ordine 2) euro 3,72 per ogni nota di trascrizione
(n. d'ordine 4) euro 18,59 per ogni richiesta di formalita' ipotecaria.
Il pagamento dei tributi dovuti per la voltura deve essere effettuato, all'atto della presentazione della dichiarazione di successione, salvo casi speciali e quando non si vuole dar corso alla voltura automatica.


Imposte da pagare come tassa di successione ed esenzione della stessa


L'imposta di successione, diversamente dalle altre imposte, viene liquidata dall'ufficio in base ai dati indicati nella dichiarazione tenendo conto anche delle eventuali dichiarazioni sostitutive che danno diritto a riduzioni o agevolazioni. Il pagamento dell'imposta di successione deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data in cui e' stato notificato l'avviso di liquidazione. Scaduto tale termine si rendono applicabili, oltre alle sanzioni, anche gli interessi di mora. Il suddetto tributo e' commisurato al grado di parentela degli eredi rispetto al defunto. Tuttavia, il Fisco prevede considerevoli esoneri dal suo pagamento, detti in gergo tecnico "franchigie".
In particolare, le aliquote sono:

4% per il coniuge e i parenti in linea retta (Coniuge, Figlio/a, Genitore, Nipote in linea retta, Nonno/a ramo paterno, Nonno/a ramo materno, Pronipote in linea retta, Bisavo ramo paterno, Bisavo ramo materno, Figlio/a di pronipote in linea retta, Trisavo ramo paterno, Trisavo ramo materno) per i patrimoni di valore superiore a euro 1.000.000;
6% per i fratelli e sorelle (Fratello/sorella germano, Fratello/sorella unilaterale) per i patrimoni di valore superiore a euro 100.000;
6% per i parenti fino al quarto grado, affini in linea retta ed affini in linea collaterale fino al terzo grado (genitore del coniuge, cognato/a, nonno/a del coniuge, nipote, zio/a nipote, zio/a del coniuge, bisavo del coniuge, figlio/a di nipote, cugino/a, prozio/a, figlio/a di nipote, figlio/a del coniuge, figlio/a del cognato/a, nuora/genero, etc.) In questo caso non e' prevista alcuna franchigia;
8% per tutti gli altri soggetti (nipote di nipote, figlio/a di cugino/a, secondo cugino/a, fratello/sorella di bisavo, altro cugino/a, figlio di secondo cugino/a, nipote di trisavo, nipote di cugino/a, estraneo/a). Anche in questo caso non e' prevista franchigia.
Se l'erede e' portatore di handicap grave riconosciuto la franchigia e' aumentata ad un milione e mezzo di euro.


Come si pagano le imposte dovute?

Come gia' detto dal 1 Gennaio 2019, la dichiarazione di successione deve essere presentata obbligatoriamente on - line tramite un pubblico ufficiale o intermediario abilitato,come ad esempio un CAF o un professionista Geometra, Architettttto, Ingegnere, commercialista etc..
Il pagamento va fatto mediante addebito su conto corrente del dichiarante o dell'intermediario abilitato alla presentazione.
Dal pagamento dell'imposta l' ufficio ha due anni per notificare un avviso di accertamento e contestare il contenuto della dichiarazione (ad esempio, elevare il valore dichiarato di un' area edificabile).


Agevolazione prima casa


Ai trasferimenti del diritto di proprieta' o di diritti immobiliari relativi a case di abitazione con categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, derivanti da successioni, sono applicate le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa (200 € per ciascuna), quando, in capo al beneficiario ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della "prima abitazione".
I beneficiari non possono cedere, a titolo oneroso o gratuito, gli immobili per cui si usufruisce dell'agevolazione "prima casa" prima dei 5 anni successivi all'apertura della successione, altrimenti decadono dal beneficio richiesto. La decadenza non si verifica qualora il richiedente proceda al riacquisto di altra unita' immobiliare, da destinare ad abitazione principale, entro un anno dalla cessione.
Nel caso in cui il richiedente sia gia' nella titolarita' di altro immobile acquisito con i benefici "prima casa", potra' richiedere l'agevolazione sull'immobile caduto in successione qualora si impegni a trasferire l'abitazione posseduta entro un anno dall'apertura della successione.
Per fruire dell'agevolazione l'immobile acquisito in successione, oltre a dover essere una casa di abitazione con categoria catastale diversa da A/1, A/8 e A/9, deve essere:
ubicato nel territorio del Comune in cui il beneficiario (erede/legatario) ha la propria residenza o dove la stabilisca entro 18 mesi dalla data di apertura della successione;
ubicato nel territorio del Comune in cui il beneficiario (erede/legatario) svolge la propria attivita' (qualora diverso dalla residenza);
ubicato nel territorio del Comune in cui in cui ha sede o esercita l'attivita' il proprio datore di lavoro, se il beneficiario (erede/legatario) si e' trasferito all'estero per ragioni di lavoro;
"prima casa" sul territorio italiano, se il beneficiario e' un cittadino italiano emigrato all'estero o appartiene al personale in servizio permanente delle forze armate, delle forze di polizia a ordinamento militare e/o civile.
Tali requisiti sono alternativi tra loro.
Inoltre, il beneficiario ovvero, in caso di piu' beneficiari, almeno uno di e non deve essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge di diritti di proprieta', usufrutto, uso o abitazione di altra casa nel territorio del Comune in cui e' situato l'immobile acquisito;
non deve essere titolare esclusivo dei diritti di proprieta', usufrutto, uso, abitazione e nuda proprieta', neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale di altra casa acquisita da lui stesso o dal coniuge con le agevolazioni "prima casa", salvo che non si impegni a trasferirla entro 1 anno dal decesso.

L'agevolazione, quindi, viene applicata sul bene indicato come "Prima casa" al quale possono essere collegate fino a 3 pertinenze. Sono ricomprese tra le suddette pertinenze, limitatamente a una per ciascuna categoria, le unita' immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, che siano destinate al servizio della casa di abitazione oggetto dell'acquisto agevolato.

Le agevolazioni "prima casa", sussistendone le condizioni, si applicano anche per le ipotesi in cui oggetto della successione sono abitazioni contigue, destinate a costituire un'unica unita' abitativa, oppure se oggetto di successione e' un immobile ad uso abitativo contiguo ad altra casa di abitazione gia' acquistata dallo stesso soggetto fruendo dei benefici "prima casa", sempreche' entrambe costituiscano un'unica unita' abitativa. Per poter fruire dell'agevolazione, l'immobile risultante dalla riunione delle suddette unita' immobiliari dovra' essere una casa di abitazione accatastata, ricorrendone i presupposti, nelle categorie che possono beneficiare dell'agevolazione, con esclusione, dunque, delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il richiedente l'agevolazione ha l'obbligo di unire catastalmente gli immobili contigui entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, impegnandosi in tal senso rendendo specifica dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Per usufruire dell'agevolazione prevista per la "prima casa" e' necessario riportare i dati dell'immobile principale e delle relative pertinenze (Provincia, Comune amministrativo, Indirizzo, Sezione urbana, Foglio, Particella, Subalterno). Con l'apposizione della firma in calce alla dichiarazione cartacea il richiedente, consapevole delle sanzioni penali in tema di dichiarazioni false o mendaci, attesta di avere i requisiti per fruire dell'agevolazione prima casa



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